Webinar Strategie contro la tendinopatia rotulea

Il webinar sulle strategie contro la tendinopatia rotulea ha visto la partecipazione di esperti quali Alessandro Gatta, fisioterapista della Juventus, Marco Musorrofiti, Raoul Saggini, Enricomaria Mattia e Marco Bonifacio. Alessandro Gatta ha evidenziato in modo particolare l’importanza della personalizzazione dell’esercizio terapeutico nella gestione di questa patologia, sottolineando come la tendinopatia rappresenti un continuum patologico che può iniziare con un semplice insulto tendineo e, se non trattato adeguatamente, può evolvere in una condizione cronica e invalidante.

Principali argomenti trattati

Localizzazione del dolore

Il dolore associato alla tendinopatia rotulea è tipicamente localizzato al polo inferiore della rotula o lungo il corpo centrale del tendine rotuleo, mentre meno frequentemente si osserva all’inserzione tibiale.

Diagnosi strumentale

È stata approfondita l’importanza dell’ecografia e della risonanza magnetica, strumenti essenziali per individuare precocemente alterazioni strutturali del tendine, come aree ipoecogene e segni evidenti di degenerazione.

Gestione riabilitativa

La gestione riabilitativa della tendinopatia rotulea si suddivide in fasi distinte:

  • Fase acuta: esercizi isometrici per ridurre il dolore, aumentare la soglia dolorifica e stimolare positivamente la matrice tendinea.
  • Fase intermedia: introduzione progressiva di esercizi concentrici per rafforzare il muscolo, migliorare la qualità del tessuto tendineo e preparare il tendine a sollecitazioni più intense.
  • Fase avanzata: implementazione di esercizi eccentrici e di accumulo energetico come balzi, corsa e cambi di direzione, essenziali per il completo recupero funzionale e per adattare il tendine alle esigenze sportive.
  • Return to play: sviluppo di esercizi sport-specifici ad elevata complessità motoria, che riproducano realisticamente i gesti atletici per garantire un rientro in campo sicuro e ottimale.

Importanza delle sinergie muscolari

Alessandro Gatta ha sottolineato l’importanza critica della coordinazione muscolare, evidenziando che un’alterata biomeccanica tra glutei e quadricipiti può sovraccaricare significativamente il tendine rotuleo. Pertanto, ha enfatizzato la necessità di una valutazione globale del paziente per comprendere e intervenire efficacemente sulle cause profonde della tendinopatia, evitando un approccio limitato al solo sintomo doloroso.

Gestione del dolore e terapia fisica

Enricomaria Mattia e Marco Bonifacio hanno discusso l’importanza della gestione accurata del dolore e della fase infiammatoria, incluso l’utilizzo moderato e appropriato del ghiaccio per il controllo del dolore acuto. Entrambi hanno anche sottolineato che evitare la completa inattività è cruciale, poiché questa può peggiorare il quadro patologico e aumentare il rischio di cronicizzazione.

Il professor Raoul Saggini ha evidenziato con chiarezza il ruolo centrale della rigenerazione tissutale, sottolineando l’importanza delle onde d’urto focalizzate come terapia fisica elettiva per stimolare efficacemente la conversione del collagene patologico di tipo III in collagene sano e funzionale di tipo I, contribuendo così al recupero strutturale del tendine.

Approccio multidisciplinare

È stato ribadito unanimemente che il trattamento ottimale della tendinopatia rotulea richiede necessariamente un approccio multidisciplinare completo, che integri in modo equilibrato esercizio terapeutico personalizzato, terapia manuale mirata, terapie fisiche avanzate (come le onde d’urto focalizzate) e attenzione a fattori fondamentali, ma spesso trascurati, quali la postura e l’alimentazione.

Articoli simili

Lascia un commento